Daniele Fantini

IA - Il paradosso che potrebbe salvarci

In piena rivoluzione industriale, William Stanley Jevons, economista e filosofo inglese, osservò che nonostante la diffusione di macchine a vapore sempre più efficienti, il consumo di carbone continuava ad aumentare.
Secondo il cosiddetto Paradosso di Jevons , se aumenta l’efficienza di una risorsa, ne diminuisce il costo unitario e puó aumentare il suo consumo complessivo, se questo più che compensa la riduzione di costo unitario.
Sebbene a prima vista il principio sembri contro-intuitivo, esso è confermato dall’osservazione di alcune dinamiche comuni.
Tra i molteplici esempi possibili: l’utilizzo di auto con sempre migliori prestazioni in termini di consumi e di auto elettriche, non ne ha arrestata la diffusione; la disponibilità di energia elettrica a costi inferiori (grazie a fonti di produzioni alternative) può attivare nuovi utilizzi e aumentare il consumo complessivo (se, grazie al fotovoltaico, disponi di energia a costo zero o quasi, tendi a essere meno parsimonioso, ergo a consumarne di più).
Queste sono conclusioni piuttosto banali e comuni, ma l’applicazione del paradosso al mondo dell’IA (richiamata in questo articolo) mi ha acceso una lampadina.
Se è vero (come sembra evidente) che grazie all’IA un solo programmatore/segretario/contabile/avvocato (aggiungi tu a piacere) può fare il lavoro che prima richiedeva l’impiego di cinque persone, il suo output diventa più economico/accessibile e la domanda aumenta. Insomma, non è automatico che l’impatto sul lavoro sia negativo, anzi, in alcuni ambiti potrebbero essere necessari più lavoratori, per coprire la richiesta di servizi a costi sempre più bassi.
Il paradosso vincerà anche in questo ambito e l’IA non distruggerà il lavoro dei colletti bianchi? Forse. Vale la pena valutare anche questa ipotesi, tra le tante iper-ottimistiche e iper-pessimistiche.
Mentre riflettevo su questo, mi è venuto in mente un altro possibile effetto collaterale dell’IA, che mi sembra sia meno presente nel corposo (e spesso noioso) dibattito.
Se l’IA sostituirà il 70-80% del lavoro concettuale, il restante 20-30% diventerà molto più prezioso di oggi?
Lascio qui i due spunti, per farne oggetto di riflessione…